Riciclabilità dei pannelli fotovoltaici

Per gli impianti installati dopo il 30 giugno scatta l’obbligo di disporre di un certificato di iscrizione a un consorzio per la raccolta e il recupero dei pannelli a fine vita. In caso di non adempimento all’onere, si viene esclusi dagli incentivi statali. Tuttavia, il GSE ha prorogato di 6 mesi l’attuazione della norma.

Si tratta di una tra le più importanti novità nel campo della riciclabilità dei pannelli fotovoltaici. Le aziende produttrici dovranno fornire quindi i loro clienti di una certificazione che dimostri l’iscrizione a un consorzio per lo smaltimento dell’impianto a fine vita.

Qualora manchino tali garanzie sulla riciclabilità dei componenti, sarà sospesa l’erogazione degli incentivi. Si tratta di un obbligo frutto della normativa comunitaria, che definisce le direttive sui Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

L’obbligo è stato introdotto con il decreto ministeriale 5 maggio 2011, altresì conosciuto come Quarto Conto Energia. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha stabilito che i sistemi di recupero debbano “disporre una rete di raccolta in possesso delle necessarie autorizzazioni al trasporto dei moduli fotovoltaici a fine vita, con personale professionalmente formato alla gestione di questa particolare tipologia di rifiuto”.

Essenziale inoltre fornire “ stoccaggi autorizzati, propri o consorziati o conto terzi, dove vengano condotti i moduli fotovoltaici a fine vita”.

All’interno delle Regole applicative, figura comunque un periodo transitorio di 6 mesi per l’adeguamento ai nuovi requisiti di legge: “Nel periodo transitorio, 1 luglio – 31 dicembre 2012, i sistemi o consorzi, che non fossero ancora in possesso dei requisiti – si legge nel documento del Gestore – dovranno produrre una dichiarazione che ne attesti almeno il parziale rispetto”.