Il Quinto Conto Energia mette in crisi il Governo

Dopo le critiche al Senato la bozza definitiva elaborata dai tecnici del governo Monti per il Quinto Conto Energia raccoglie una valutazione insufficiente anche alla Camera dei Deputati, dove la Commissione Ambiente ha espresso le proprie criticità, in particolare riguardo a:

  • soglia dei 12 kWp per l’iscrizione al registro
  • importo complessivo degli incentivi
  • abolizione del bonus amianto

Alla luce di queste perplessità, che vengono ritenute un serio passo indietro rispetto al passato ed un rischio concreto per il futuro del tessuto produttivo legato al fotovoltaico in Italia, la Commissione Ambiente si schiera dunque a fianco del Senato e di tutte le voci che fino ad oggi si sono alzate contro la bozza attualmente allo studio, con operatori del settore ed associazioni di categoria in prima fila.

Entrando nello specifico, si evidenzia come i dubbi più forti nascano dalla prevista drastica riduzione degli importi complessivi che secondo gli analisti più accreditati non permetterebbe un fisiologico affrancamento dal sistema degli incentivazioni, esponendo un mercato già in difficoltà a rischi imprenditoriali ancor più seri e potenzialmente disastrosi.

Anche la prevista subordinazione alla Certificazione Energetica dell’edificio per l’accesso al sistema degli incentivi per le rinnovabili, se da un lato rappresenta un concreto impegno di governo al miglioramento diffuso delle strutture abitative, rischia dall’altro di essere strumento di intralcio più che di ulteriore ricorso a forme di energia alternativa.

Tutti si augurano che le prossime stesure della bozza del Quinto Conto Energia possano rispondere a queste osservazioni ed orientarsi alla risoluzione delle problematiche sopra evidenziate.

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