Cessione in Rete

Gli impianti fotovoltaici possono lavorare collegati alla rete elettrica nazionale, essere quindi grid connected, operando quindi in regime di interscambio. È qui che interviene la cessione in rete. L’interscambio fa sì che si possa prelevare l’energia elettrica quando la produzione dell’impianto fotovoltaico non ne produce a sufficienza per l’autoconsumo. In condizioni di scarsa illuminazione ad esempio. Mentre è ceduta alla rete l’energia in esubero prodotta.

Le alternative a disposizione dei proprietari di impianti fotovoltaici sono due. Da una parte l’ipotesi di un impianto fotovoltaico sempre connesso alla rete con un scambio sul posto. Ciò consente di produrre energia e usarla solo quando necessario. Dall’altra, usufruire di un impianto in regime di cessione in rete. Viene consumata esclusivamente l’energia autoprodotta e immessa in rete quella eccedente. Ma non è mai consumata l’energia fornita dalla rete nazionale. In particolare, l’energia prodotta viene venduta al Gestore dei Servizi Elettrici.

Nella cessione in rete dell’energia fotovoltaica abbiamo due scenari. Con impianti non superiori ai 200 kW che sfruttano lo scambio sul posto: l’energia immessa nella rete ma non consumata dà diritto a un credito, in termini energetici, utilizzabile nell’arco dei tre anni successivi. Con impianti fotovoltaici superiori ai 200 kW e per quelli che non accedono al servizio di cessione in rete, possiamo scegliere di vendere l’energia non destinata all’autoconsumo.

L’opzione della cessione in rete è particolarmente vantaggiosa se l’impianto fotovoltaico produca in un anno una quantità di energia nettamente superiore a quella consumata. In ogni caso, la cessione in rete può essere: parziale (solo una parte dell’energia prodotta è immessa in rete) o totale (da adottare quanto non vi è autoconsumo).